Scegli una modalità con la manopola centrale: Focus, Lavoro, Creativo e Pausa preparano il mix da sole.
Alza i suoni che vuoi girando le manopole: tutto a sinistra il suono tace. Le manopole restano dove le lasci, anche da spento.
Infila le cuffie nella presa dietro: l'altoparlante si zittisce e i battiti diventano binaurali.
Gli otto suoni
Le sei modalità
Manuale
Decidi tu quali suoni e quanto forti.
Focus
Rumore e pioggia, niente melodia, quasi niente movimento.
Lavoro
Fuoco, un filo di pioggia, una melodia lenta.
Creativo
Mare, vento e melodia, con più movimento.
Pausa
Mare, vento e un tappeto morbido.
Auto
Mormore sceglie e ogni pochi minuti cambia scena, piano.
Progetto
Il mondo resta fuori. Tu resti dentro.
Mormore è un oggetto da scrivania che genera suoni per concentrarsi. Pioggia, mare, vento, fuoco e note nascono sul momento e non si ripetono mai. Lo accendi, scegli come vuoi lavorare, e il resto si abbassa.
01
Il problema
Lavoriamo in mezzo a voci, notifiche, telefoni, traffico. Ogni interruzione ci porta fuori e rientrare costa fatica. Uno studio dell’Università della California ha osservato che, quando veniamo interrotti, non lavoriamo peggio: lavoriamo più in fretta, ma con più stress, più frustrazione e più senso di urgenza.
La difesa più comune sono le cuffie con la musica. Ma la musica, soprattutto quella con le parole, chiede attenzione proprio come il rumore che dovrebbe coprire.
Non serve il silenzio. Serve un suono che non chieda niente.
02
L’idea
Un fondo sonoro che c’è sempre ma non è mai uguale. Continuo, così copre le distrazioni; vivo, così l’orecchio non si abitua a un loop che prima o poi torna a farsi notare. Ogni goccia, ogni onda, ogni nota viene generata nel momento in cui la senti.
Dietro ogni scelta c’è una ricerca: cosa disturba l’attenzione, cosa la protegge, cosa la ricarica. La trovi nella pagina Ricerca.
03
Come si usa
Respira
Accendi. Il suono riempie la stanza e voci e notifiche passano in secondo piano.
Immergiti
Gira su Focus, Lavoro o Creativo. Mormore prepara il mix e tu entri nella tua bolla.
Arriva
Lavori fino in fondo. Quando serve una pausa, giri su Pausa e il suono cambia con te.
04
Il nome
MORMORE
Viene da mormorio, il suono basso e continuo di un ruscello o di un bosco. Letto in inglese diventa more more: ancora, ancora. Sempre ancora, mai uguale.
05
L’oggetto
Non è un’app da aprire tra cento schede. È un blocco pieno, colorato, pesante, che sta sulla scrivania e si usa con le mani: manopole vere che restano dove le lasci, uno schermo tondo dove le onde dei suoni si intrecciano, un altoparlante sopra e le cuffie dietro. Un gesto per entrare, uno per uscire.
Ricerca · CONCIME Studio · 2026
Il suono come spazio di lavoro
Rumore di fondo, attenzione e recupero: una revisione della letteratura e le scelte di progetto che ne derivano.
Abstract
Il rumore degli ambienti di lavoro è una delle cause più comuni di distrazione, ma non tutti i suoni distraggono allo stesso modo. Questa revisione raccoglie gli studi su tre domande: quali suoni disturbano l’attenzione, quali la sostengono e quali aiutano a recuperarla. I risultati indicano che il parlato e la musica con testo sono i suoni più dannosi; che un fondo continuo e di intensità moderata può proteggere l’attenzione e favorire il pensiero creativo, con differenze tra persone; e che i suoni naturali favoriscono il recupero. Le prove sui battiti binaurali sono contrastanti. Da questi risultati ricaviamo sei principi per progettare un generatore di suoni per la concentrazione.
1. Introduzione
L’attenzione è una risorsa limitata. Nei luoghi in cui lavoriamo, open space, case condivise, spazi di coworking, è continuamente messa alla prova da voci, telefoni e notifiche. Gli effetti non si vedono solo nella qualità del lavoro: in un esperimento sul lavoro d’ufficio, le persone interrotte completavano i compiti più in fretta per compensare, ma riportavano più stress, frustrazione, pressione temporale e sforzo [1].
Il suono può rompere la concentrazione, ma può anche proteggerla. L’obiettivo di questa revisione è capire in quali condizioni accade l’una o l’altra cosa, e tradurre le risposte in regole di progetto.
2. Quadro teorico
2.1 Il suono irrilevante
Anche un suono di sottofondo relativamente basso può ridurre in modo marcato l’efficienza nei compiti cognitivi. Il grado di interferenza dipende sia dalle proprietà del suono sia da quelle del compito [2]. In particolare, i suoni che cambiano e quelli che portano significato, come il parlato, competono con i processi che usiamo per leggere, scrivere e ricordare.
2.2 Arousal: né troppo, né troppo poco
Il modello del Moderate Brain Arousal propone che le prestazioni migliori si ottengano con una stimolazione moderata: troppo poca o troppa le riducono. Secondo il modello, un rumore moderato può migliorare la resa grazie a un fenomeno chiamato risonanza stocastica, e chi ha un deficit di attenzione ha bisogno di più stimolazione per raggiungere il punto ottimale [3].
2.3 Attenzione diretta e recupero
La teoria del recupero dell’attenzione distingue l’attenzione diretta, quella che usiamo per concentrarci e che si affatica, da una forma di attenzione morbida e spontanea che gli ambienti naturali sollecitano senza sforzo. Esporsi a stimoli naturali permette all’attenzione diretta di ricaricarsi [4].
3. Metodo
Revisione narrativa di studi sperimentali e meta-analisi, selezionati per rispondere a tre domande di ricerca:
D1. Quali suoni di fondo peggiorano lettura, memoria e concentrazione?
D2. Esistono suoni o livelli di rumore che le sostengono?
D3. Quali suoni favoriscono il recupero durante le pause?
Per ogni studio abbiamo considerato il disegno sperimentale, l’ampiezza del campione e la solidità dell’effetto.
Il parlato privo di senso nella propria lingua disturba la comprensione; il parlato in lingua straniera no. Distrae il tentativo automatico di dare significato a ciò che si sente.
La musica con testo riduce memoria e comprensione (effetto circa d = −0,3). La strumentale non migliora né peggiora, anche se i partecipanti la percepiscono come utile.
Revisione di 14 studi; prova con circa 1000 persone
Su 14 studi, 5 confermano la sincronizzazione cerebrale, 8 la smentiscono, 1 è incerto. Nella prova più ampia l’ascolto ha peggiorato la resa.
Figura 1. Schema qualitativo della relazione a U rovesciata tra rumore e creatività descritta da Mehta e colleghi [8] e prevista dal modello dell’arousal moderato [3]. La curva è illustrativa, non riporta dati.
5. Discussione: sei principi di progetto
Niente voci, niente testi. Il significato è ciò che distrae di più [5][6]. Mormore usa solo suoni naturali e note strumentali.
Un fondo continuo e prevedibile. Copre i suoni che cambiano senza diventare a sua volta un evento [2]. È la base della modalità Focus: rumore e pioggia, quasi senza melodia.
Volume moderato. Abbastanza da stimolare, mai abbastanza da sovraccaricare [3][8]. In Creativo il suono è più presente e mosso; in Focus resta basso, perché il rumore non aiuta tutti allo stesso modo [7].
Varietà senza ripetizione. Ipotesi di progetto: un loop riconoscibile torna, prima o poi, a farsi notare. Per questo ogni suono è generato in tempo reale e non si ripete.
La natura per le pause. Mare, vento e suoni ricchi favoriscono il recupero dell’attenzione [4][9]. È il cuore della modalità Pausa.
Binaurali a scelta. Le prove sono contrastanti [10][11]: i battiti partono spenti e li accende chi vuole provarli.
6. Limiti
Molti studi considerati durano pochi minuti, coinvolgono campioni piccoli e misurano compiti di laboratorio diversi dal lavoro reale. Gli effetti variano molto da persona a persona. Due fonti sono sintesi divulgative di studi originali e una è una tesi di laurea. Mormore non è un dispositivo medico.
7. Conclusioni
Il silenzio assoluto non è l’unica risposta al rumore. Un suono senza parole, continuo, moderato e che non si ripete può proteggere l’attenzione meglio della musica, e i suoni della natura possono aiutarla a ricaricarsi. Mormore traduce questi risultati in un oggetto: un modo semplice per costruirsi, ogni giorno, lo spazio sonoro in cui lavorare.
Bibliografia
Mark, G., Gudith, D., Klocke, U. (2008). The cost of interrupted work: More speed and stress. Proceedings of CHI 2008, 107–110. PDF
Banbury, S. P., Macken, W. J., Tremblay, S., Jones, D. M. (2001). Auditory distraction and short-term memory: Phenomena and practical implications. Human Factors, 43(1), 12–29. Scheda
Sikström, S., Söderlund, G. (2007). Stimulus-dependent dopamine release in attention-deficit/hyperactivity disorder. Psychological Review, 114(4), 1047–1075. Scheda
Kaplan, S. (1995). The restorative benefits of nature: Toward an integrative framework. Journal of Environmental Psychology, 15(3), 169–182. Scheda
Hyönä, J., Ekholm, M. (2016). Background speech effects on sentence processing during reading. PLoS ONE. Articolo
Souza e Barbosa (2023). Should we turn off the music? Music with lyrics interferes with cognitive tasks. Articolo · sintesi Flinders University
Nigg, J. T., Bruton, A., Kozlowski, M. B., Johnstone, J. M., Karalunas, S. L. (2024). Systematic review and meta-analysis: Do white noise or pink noise help with task performance in youth with ADHD? Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry. sintesi PsyPost
Mehta, R., Zhu, R., Cheema, A. (2012). Is noise always bad? Exploring the effects of ambient noise on creative cognition. Journal of Consumer Research, 39(4), 784–799. comunicato University of Illinois
Western University (2022). Tesi di laurea su suoni naturali e urbani, umore e prestazione cognitiva. Scheda
Garcia-Argibay, M., Santed, M. A., Reales, J. M. (2019). Efficacy of binaural auditory beats in cognition, anxiety, and pain perception: A meta-analysis. Psychological Research, 83(2), 357–372. PubMed
Popular Science. Do binaural beats really help you focus? Articolo
Tecnica · prototipo v2 · ottobre 2026
Come è fatto Mormore.
Il primo Mormore vero è un prototipo che deve funzionare, non un oggetto di lusso. Guscio unico stampato in 3D, dentro pezzi già pronti e facili da trovare, una ventina di saldature semplici. Costo dei componenti: circa 210 euro.
~210 €
componenti, dazi compresi
120 × 120 × 245
millimetri, un pezzo solo
~6 W
di consumo, da un alimentatore USB‑C
Trascina per girarlo · i numeri rimandano all'elenco sotto
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Le scelte che tengono basso il costo
Schermo quadrato, finestra tonda. Gli schermi tondi per Raspberry costano 90–100 €. Uno schermo quadrato da 4" (720 × 720) ne costa circa 35 e, messo dietro una finestra tonda di 80 mm, da fuori è identico: il cerchio lo disegna il guscio.
Potenziometri, cioè manopole analogiche vere. Ogni manopola è un potenziometro da pochi centesimi: la sua posizione è il volume di quel suono, e resta lì anche a Mormore spento. Una schedina ESP32 da 5 € li legge tutti e accende i LED. La manopola Modalità è un selettore a 6 scatti.
Nelle modalità automatiche (Focus, Lavoro, Creativo, Pausa, Auto) il mix lo decide Mormore e si vede sullo schermo; le manopole restano dove sono. Appena ne giri una, Mormore torna in Manuale e riprende i tuoi livelli.
02
I pezzi da comprare
I pezzi elettronici semplici arrivano da AliExpress; Raspberry e alimentatore da un rivenditore ufficiale europeo, perché le copie economiche danno problemi di corrente. Dal 1° luglio 2026 ogni articolo da fuori UE paga 3 € di dazio: meglio un solo ordine grande che tanti piccoli. Prezzi indicativi, da ricontrollare all'ordine.
Se un domani Mormore va prodotto in serie, si può scendere ancora con una scheda unica ESP32 con schermo integrato al posto del Raspberry, ma va riscritto il programma. Per il prototipo non conviene.
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Il guscio: un pezzo solo
Il corpo è un blocco unico di 120 × 120 × 245 mm, stampato in piedi sulla stampante grande (piano 300 × 300, altezza utile 250). Pareti da 3 mm in PETG, che regge il calore meglio del PLA. È aperto sotto e dietro: dal fondo entra la mano per montare, dietro scorre il pannello delle prese.
Le scritte sono incise 0,6 mm e riempite con un pennarello a vernice, oppure stampate in nero con l'AMS. I fori dei LED si riempiono di filamento trasparente, così la luce si diffonde e il fronte resta pulito.
Fig. 1 — Fronte e sezione laterale, misure in millimetri. In alto la camera della cassa, davanti schermo e manopole, sul fondo Raspberry ed ESP32, dietro le prese.
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La cassa va isolata? Sì.
Un altoparlante spinge l'aria in due direzioni: davanti verso di te, dietro dentro l'oggetto. Se dietro è aperto, l'onda posteriore si mescola a quella anteriore e si cancellano proprio i bassi, cioè il calore di pioggia, mare e fuoco. In più l'aria che pompa farebbe vibrare cavi e schede.
Per questo la cassa ha una camera chiusa tutta sua, stampata a parte e avvitata sotto il tetto: circa mezzo litro d'aria, riempita a metà con ovatta di poliestere, che per la cassa vale come una scatola un po' più grande.
Una guarnizione in gomma adesiva da 2 mm tra cassa e camera, e tra camera e tetto.
I fili escono da un foro di 3 mm sigillato con colla a caldo: anche un piccolo spiffero fischia.
Le feritoie per l'aria stanno sotto la camera, all'altezza del Raspberry: il calore esce dietro e non tocca la cassa.
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Come si collega
Il Raspberry Pi genera i suoni e disegna lo schermo; sopra porta la scheda audio, che pilota cassa e cuffie. La schedina ESP32 fa da "pannello comandi": legge manopole, selettore, interruttore e presa cuffie, accende i LED e passa tutto al Raspberry con un cavo USB.
Fig. 2 — Schema dei collegamenti. Le saldature sono tutte dal lato dell'ESP32: selettore, LED con le loro resistenze e la presa cuffie.
L'interruttore dietro
Togliere corrente di colpo al Raspberry può rovinare la memoria. Per questo l'interruttore non stacca la corrente: mette Mormore a riposo. Schermo, LED e audio si spengono e consuma circa 2 W. Quando lo riaccendi è pronto in un istante, con le manopole come le avevi lasciate. Per spegnerlo del tutto basta staccare il cavo.
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Dove si avvita
Potenziometri, selettore, presa cuffie e USB-C si fissano con il loro dado direttamente sulla parete: niente viti. Per il resto si inseriscono a caldo boccole filettate in ottone M3, con la punta del saldatore, così le viti si tolgono e rimettono senza rovinare la plastica.
Cosa
Fissaggio
Dove
Piastra di fondo
4 × M3 × 10 a testa svasata
Boccole negli angoli del guscio, da sotto
Schermo
4 × M3 × 8
Cornice stampata che lo preme contro la finestra
Camera della cassa
4 × M3 × 8
Boccole sotto il tetto
Cassa nella camera
4 × M3 × 10 + dado
Fori della cassa, con la guarnizione
Potenziometri e selettore
dado M7 del potenziometro
Fori da 7,5 mm nel frontale
Raspberry e scheda audio
8 × M2,5 × 6 + distanziali
Torrette sulla piastra di fondo
ESP32
2 fascette o biadesivo
Piastra di fondo, dietro il Raspberry
Pannello posteriore
nessuna
Scorre da sotto in due guide; lo blocca la piastra di fondo
Totale: 12 boccole M3, 16 viti M3, 8 viti M2,5, 8 distanziali, 4 piedini in gomma.
07
Montaggio in nove passi
Stampa il guscio in piedi e, a parte, piastra di fondo, pannello posteriore, cornice dello schermo e camera della cassa. Il primo giro in PLA economico, quello buono in PETG lime.
Inserisci a caldo le 12 boccole M3.
Saldature (mezz'ora, sul tavolo): selettore e LED all'ESP32, presa cuffie con il suo filo di rilevamento.
Schermo: da dentro contro la finestra, poi la cornice con 4 viti.
Manopole: potenziometri e selettore nei fori con il loro dado, poi i cappucci da fuori. LED nei loro fori.
Cassa: nella camera con ovatta e guarnizione, poi la camera sotto il tetto. Sigilla il foro dei fili.
Cervello: Raspberry, dissipatore e scheda audio sulla piastra di fondo, ESP32 accanto. Collega schermo, cassa e i cavetti delle manopole.
Retro: USB-C, presa cuffie e interruttore sul pannello, collega e fallo scorrere nelle guide.
Chiudi la piastra di fondo con 4 viti, metti i piedini. Fine.
08
Il software
Il programma è questo sito. Il Raspberry si accende e apre la pagina a tutto schermo, senza barre e senza mouse (modalità kiosk di Chromium): suoni, onde e animazione di accensione sono gli stessi che senti qui. L'ESP32 manda al Raspberry la posizione di ogni manopola; un piccolo programma la passa alla pagina.
Così per cambiare una grafica o un suono si modifica la pagina sul computer, la si prova nel browser e poi la si copia sul Raspberry.
09
Da verificare prima di stampare
Le misure dello schermo. Il modello economico da 4" misura 84 × 84 mm con area visibile 72 × 72: va riscontrato sul pezzo arrivato prima di disegnare la cornice.
Il Raspberry da 1 GB. Per una sola pagina dovrebbe bastare; se l'audio scattasse si passa al 2 GB (circa 25 € in più).
Il gambo dei potenziometri. Deve essere lungo almeno 12 mm per passare la parete da 3 mm e reggere il cappuccio.
La cassa. Diametro esterno e foro della cassa da 3" scelta, per disegnare camera e griglia.
Il rumore della ventola. La impostiamo perché parta solo sopra i 60 °C; a questi consumi resta quasi sempre ferma.